Vicino al Leccio Outlet, sulle pendici del Pratomagno, c’è l’imponente Abbazia di Villombrosa. È immersa in una rigogliosa foresta di ben 1.280 ettari, sviluppati tra i 550 e i 1.430 m di altitudine, che dal 1977 è una riserva naturale biogenetica statale.

Le sue origini risalgono a quasi mille anni fa: nell’XI secolo dei monaci benedettini si rifugiarono in quella zona montana isolata, che all’epoca si chiamava Acquabella, dove erano già presenti boschi di castagni, abeti e faggi. La cura e lo sviluppo di questi boschi diventò un’occupazione essenziale per i monaci perché il legname era una delle risorse che dava loro da vivere.

Tutto ciò che vedi oggi è nato da una semplice chiesetta di legno. Già nel 1058 i monaci Vallombrosani ne costruirono una di pietra, poi la ampliarono, aggiunsero il convento, il chiostro grande… e tra il XV e il XVIII secolo l’Abbazia iniziò ad assumere l’aspetto grandioso che puoi ammirare. Molti artisti importanti – come Perugino, Andrea del Sarto e la bottega di Andrea della Robbia – arricchirono l’Abbazia con affreschi, tele e altre opere d’arte.

Oggi i monaci si dedicano anche all’ospitalità e alla produzione di specialità che trovi nella Liquoreria e nell’Antica Farmacia del convento.

Tra gli abeti, i castagni, i pini, i cerri e i faggi della foresta di Vallombrosa puoi avvistare anche caprioli, cinghiali, lepri, ricci, scoiattoli, volpi e diversi tipi di uccelli, tra cui il picchio, il falco, la civetta e il gufo.