Mentre passeggi tra i negozi del Leccio Outlet lo vedi proprio alle spalle, a nord-est, in cima a una collina verdeggiante. È il Castello di Sammezzano, qualcosa di unico: una residenza orientaleggiante inserita in un paesaggio tipico del Valdarno.

Questo castello deve il suo aspetto alla fantasia del marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona (1813-1897) che, tra il 1853 e il 1889, ampliò e trasformò l’edificio preesistente, che aveva ereditato. Attraversando le oltre 60 sale del castello tra mosaici, bassorilievi, stucchi, cupole, volte etc. sembra di viaggiare nella Spagna moresca e poi in India, Arabia, Cina… Proprio come Emilio Salgari, il marchese Ferdinando non viaggiò mai in Oriente, ma prese ispirazione dai libri di viaggio e di architettura.

Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona apparteneva a una delle famiglie più ricche di Firenze ed era un personaggio poliedrico: imprenditore, politico, botanico, esperto di scienze, filantropo, mecenate, bibliofilo, collezionista di quadri, appassionato di fotografia e di musica. Ma anche architetto e ingegnere: gran parte della sua vita fu, infatti, dedicata a progettare e sovrintendere alla realizzazione del Castello di Sammezzano e del suo magnifico parco, uno dei più grandi della Toscana. Duecentosessanta ettari di verde che ospitano alberi esotici – palme e moltissime sequoie – insieme a specie locali, come aceri, ginepri e diversi tipi di quercia, tra cui i lecci, che danno il nome alla località Leccio.